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AUTO D’EPOCA, TASSAZIONE SOLO SE C’È INTENTO SPECULATIVO

La Corte di giustizia tributaria della Lombardia, con la sentenza n. 219/14/2025, ha chiarito che la qualificazione fiscale delle cessioni di beni da collezione richiede la prova dell’intento speculativo e non può basarsi su semplici indizi.

Nel caso esaminato, i giudici hanno annullato un avviso di accertamento con cui l’amministrazione finanziaria aveva contestato a un contribuente la realizzazione di redditi diversi derivanti dalla compravendita di auto d’epoca, recuperando a tassazione presunte plusvalenze relative al 2017.

Secondo il tribunale tributario, elementi come la frequenza delle transazioni o i costi di manutenzione sostenuti non sono sufficienti per dimostrare un’attività speculativa. La distinzione tra collezionista e speculatore occasionale dipende infatti dalla finalità dell’acquisto.

In assenza della prova dell’intento di lucro, l’attività deve essere qualificata come collezionismo e non può essere assoggettata a tassazione come reddito derivante da operazioni speculative.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



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