TRANSAZIONE FISCALE: TEMPI INCERTI PER LA PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA
- Coservice S.r.l.s.

- 2 giorni fa
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Permangono incertezze interpretative in merito al momento in cui il debitore può presentare la proposta di transazione fiscale alle amministrazioni finanziarie e agli enti previdenziali e assicurativi, finalizzata al pagamento parziale e/o dilazionato di tributi, contributi, sanzioni e interessi. La normativa prevede che tale proposta debba essere formulata “prima della presentazione della domanda di omologazione del piano”, ma non specifica con esattezza quanto tempo prima ciò debba avvenire.
Un’interpretazione sistematica, che tenga conto dei termini concessi ai creditori pubblici per esprimere il proprio consenso o dissenso, porta a ritenere più coerente che la proposta venga depositata almeno 90 giorni prima della domanda di omologazione. Questo intervallo temporale appare infatti necessario per consentire alle amministrazioni coinvolte di valutare adeguatamente la proposta e assumere una decisione consapevole.
Resta tuttavia aperta la questione delle conseguenze derivanti dal mancato rispetto di tale termine. Secondo un orientamento più rigoroso, l’adesione dei creditori pubblici rappresenterebbe un presupposto essenziale per l’omologazione del piano, con la conseguenza che un deposito tardivo della proposta potrebbe compromettere l’intera procedura. Un diverso orientamento, invece, valorizza un approccio sostanziale, ritenendo sufficiente che i creditori pubblici abbiano comunque avuto a disposizione un periodo di 90 giorni per esprimersi, indipendentemente dal momento formale di presentazione della proposta.
In assenza di chiarimenti normativi o giurisprudenziali definitivi, la questione resta quindi aperta e richiede particolare attenzione operativa, suggerendo, in via prudenziale, di anticipare il più possibile il deposito della proposta di transazione fiscale per evitare possibili contestazioni in sede di omologazione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE





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