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RETRIBUZIONI NON TRACCIABILI, NIENTE CUMULO GIURIDICO PER LE SANZIONI

Con l’ordinanza n. 6633/2026 la Corte costituzionale ha chiarito che non è applicabile l’istituto del cumulo giuridico alle sanzioni previste in caso di pagamento delle retribuzioni con modalità non tracciabili.

La decisione riguarda le disposizioni introdotte dalla legge di Bilancio 2018, che impongono l’obbligo di corrispondere gli stipendi attraverso strumenti tracciabili. Secondo i giudici, la finalità della norma è inequivocabile: garantire la piena tracciabilità di ogni pagamento e contrastare fenomeni irregolari.

Proprio per questo, ogni singola violazione deve essere sanzionata autonomamente. Non è quindi possibile applicare il cumulo giuridico per ridurre l’importo complessivo delle sanzioni, poiché ciascun pagamento effettuato in modo non conforme costituisce un illecito distinto.

La violazione dell’obbligo di tracciabilità comporta una sanzione amministrativa compresa tra 1.000 e 5.000 euro per ogni pagamento irregolare.

Il principio affermato rafforza l’impianto normativo volto a garantire trasparenza nei rapporti di lavoro e impone ai datori di lavoro una rigorosa attenzione alle modalità di corresponsione delle retribuzioni.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



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